venerdì 15 febbraio 2013

Tutto torna, qualche volta anche armato.

Tutto è iniziato la vigilia di Natale; quella sera avevamo invitato un po' di gente per una serata festaiola, quelle tre, quattro ore di libagioni, risate, chiacchiere ecc. C'era però un'incognita non da poco: tra gli intrattenimenti era prevista l'immancabile tombola degli orrori e, come sa chiunque vi abbia partecipato, questo ameno gioco risulta assai poco ameno per coloro che si trovano ad ospitare la soirée dato che quei luridi individui dei partecipanti approfittano di ogni distrazione dei padroni di casa per liberarsi degli orrori vinti, infilandoli in ogni anfratto della casa. E non lo dico per una mia forma di paranoia ma per semplice esperienza, avendo io stessa ingrossato le file dei luridi individui in passate edizioni nascondendo praticamente di tutto in casa altrui, da vecchie parole crociate in un vasino per bambini, fino a  un budda in un presepe. Quindi in effetti quanto mi stava succedendo potremmo semplicemente chiamarlo karma.

Questa volta si erano stabilite regole ferree: non più di due regali orrendi a testa e chi voleva poteva includere un regalo bello, giusto per aggiungere pepe e mistero all'evento.
Prima della festa erano stati fatti annunci roboanti dalla Zoffoli che, a suo dire, aveva scovato una vera e propria perla durante il trasloco; noi inizialmente non eravamo molto ben forniti ma, una visitina a casa degli antenati aveva prodotto risultati al di là di ogni aspettativa per cui la sera in questione si è potuto apportare anche noi un contributo di un certo livello.
Non mi dilungo in descrizioni dell'evento se non per dire che, nonostante il nostro regalo fosse di quelli col botto (un bambolotto Babbo Natale che si illumina e va in monociclo su una corda tesa), nulla ha potuto contro l'attimo di puro terrore che abbiamo vissuto quando gli sfortunati vincitori (il duo Piraccini-Gasperoni) hanno scartato con dita tremanti il regalo messo in palio dalla Zoffoli: una di quelle bambole coi boccoli biondi e il vestito pizzoso che una volta, per dio solo sa quale motivo, si mettevano in bella mostra sui comò delle camere da letto, insana abitudine che ha fortunatamente conosciuto un inevitabile declino negli anni Ottanta, a seguito del film "Chucky - La bambola assassina".
Mentre i due tapini si guardavano in faccia chiedendosi se mai avrebbero visto la prossima alba con quell'orrore in casa, noialtri ci siamo guardati tirando un grosso sospiro di sollievo, in fondo il peggio era passato.
Le settimane successive sono trascorse senza incidenti, salvo qualche velata allusione al "mostro in salotto" da parte della Piraccini e quindi lentamente tutto è tornato alla normalità.

Qualche settimana dopo, tornati a casa da una mattina di commissioni sotto la pioggia, io e Rico ci siamo trovati di fronte a un misterioso pacco e alla nostra vicina, agitatissima, che temeva si trattasse di una non meglio identificata truffa postale, idea inspiegabile se si considera che non le avevano chiesto di pagare alcunché. Abbiamo aperto il pacco con una certa curiosità e immaginate la nostra faccia quando vi abbiamo trovato dentro la boccolosa di cui sopra, con una commovente lettera scritta di suo pugno (vedi testo a lato). Dopo aver reso il dovuto omaggio all'astuto piano dei due lestofanti, ho iniziato a elaborarne uno mio e mi è apparso subito evidente che la naturale prosecuzione del viaggio della plasticosa mostruosità non poteva che essere casa Rinaldi-Tommasoni. Mentre studiavo i dettagli (indirizzo e numero civico dei due da inserire nel pacco) è arrivato però un messaggio della Zoffoli che ci invitava all'inaugurazione della sua nuova casa.
L'universo mi stava mandando un chiaro segnale, sarebbe stato da stolti ignorarlo.
Ho quindi preparato un pacchetto sontuosissimo, usando una delle carte da regalo da mille e una notte che rimediammo quella famosa volta del trasloco della Rini (vedi Il mio regno per il figlio di un vetraio!) e che probabilmente ci dureranno fino al Giorno del Giudizio. Ammetto di aver sogghignato diabolicamente per tutto il tempo.
La sera dell'inaugurazione siamo passati a prendere la Piraccini e Gasperoni, i quali da giorni attendevano una nostra reazione all'invio di Chucky ed erano rimasti  a dir poco perplessi di fronte al nostro silenzio; ovviamente è bastato vedere il pacco e ogni dubbio è scomparso.
Arrivati chez Zoffoli abbiamo consegnato alla padrona di casa il nostro delicato pensiero tra mille cerimonie e ci siamo ampiamente goduti il momento dello spacchettamento.

Morale della favola: a volte ritornano.


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