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venerdì 10 aprile 2015

Tocca mentire pure con le unghie

Cittadini!
Sono qui di fronte a voi oggi per scagliarmi contro le diaboliche trame dei nemici della pace e della democrazia!
Quei lupi vestiti da agnelli che fingono di lottare per il bene del popolo ma segretamente tramano ai danni dell'ordine pubblico e del popolo sovrano.
Cittadini!
Il popolo deve alzare la testa e opporsi a questi soprusi inaccettabili prima che sia troppo tardi.


È giunta l'ora di dire basta! 




- crema antirughe viso, vabbè
- crema antirughe contorno occhi, vabbè
- crema antirughe labbra, vabbè
- crema rassodante collo e decolleté, vabbè
- crema tonificante corpo  vabbè
- crema antietà mani, vabbè
- crema vellutante piedi, vabbè

Ma il gel anti-età per UNGHIE, quello proprio NO.


P.S. A quando il fluido rassodante per l'incavo del gomito? A questo punto mi pare che sia rimasto solo quello...

P.P.S Quanti anni dimostrano le tue unghie? Ma fatti i c....i tuoi!






martedì 4 febbraio 2014

A volte l'unica scelta è tra lo Xanax e Peppa Pig

Tutto è partito da un post  su facebook in cui si menzionava la telenovela spagnola Il segreto, attualmente in onda tutti i giorni su canale 5.
Il principale problema con questo tipo di programma è che magari inizi, come nel mio caso, per fare un po' di pratica con lo spagnolo (la telenovela ha il doppio audio) ma dopo un po' cominci a divertirti parecchio (come ti dicevano una volta: tu pensi di poterlo prendere e lasciare quando vuoi ma poi ti accorgi che non è così facile): c'è LA CATTIVA che è veramente cattivissima e se ne sta tutto il giorno a ordire piani diabolici che regolarmente il destino manda gambe all'aria (ricorda un po' l'Artiglio Mascherato de La Corsa più Pazza del Mondo), l'INVORNITA che viene raggirata ogni tre per due e ogni volta abbocca all'amo come un paganello, il SACCO DELLE BOTTE a cui comunque va sempre tutto storto, e così via.
Tornando al post in questione, in quelle poche righe si faceva esplicito riferimento alle imminenti nozze dei due protagonisti Tristan e Pepa.(notoriamente i BUONI il cui ammore smisurato ha incontrato una tale caterva di ostacoli che francamente viene da pensare a un segnale divino in stile Final Destination, un'enorme scritta al neon che recita MA ALLORA NON STAI CAPITO! 
Uno dei primi commenti che sono comparsi sotto il post recitava pressapoco così: non si sposano...sono fratelli!!!!
Ora, il commento in questione appartiene alla grande tradizione degli spoiler, cioè quei commenti che ti rivelano cose ancora non successe in una serie tv, una saga ecc.
La domanda che mi sorge spontanea è: ma te l'ha ordinato il dottore? Tengono in ostaggio la tua famiglia? O forse è una maledizione come in The Ring e l'unico modo per sopravvivere alle informazioni che hai ottenuto è rifilarle ad altri?
Il problema ha radici lontane che affondano negli anni in cui ancora non usavamo Internet e quindi c'erano meno possibilità di ottenere queste informazioni; i fortunati che si potevano permettere un viaggio oltreoceano al loro ritorno ostentavano la loro superiorità rivelando alle masse di meno abbienti futuri scenari e colpi di scena della serie in voga al momento. Il punto è che adesso chiunque voglia avere anticipazioni su un determinato programma le ottiene con un paio di click del mouse, quindi....
Che poi qualcuno dovrebbe spiegarmi in che modo il fatto di sapere prima cosa succede migliora l'esperienza, perché non è che la seconda volta che guardate Psycho sia meglio.
Per concludere lancio un accorato appello: se vi viene l'ansia all'idea di non sapere prima cosa succederà nella vostra serie preferita, non mettete in mezzo noialtri innocenti, prendete uno Xanax oppure cambiate canale e guardate Peppa Pig!



venerdì 24 agosto 2012

T&F: e il cerchio si chiude

Oggi vorrei chiedere il vostro parere su un dubbio che mi tormenta da un po': tutto risale a un paio di settimane fa, me ne stavo su una stuoia in campeggio a leggere fumetti mentre la voce dei commentatori radiofonici mi teneva compagnia, strappandomi di tanto in tanto alle mie nipponiche avventure. Era ancora il periodo di fuoco delle olimpiadi quindi a tenere banco erano le gare, gli atleti, i giudici, i menu, il gossip olimpico ecc.
Tutto sommato l'esperienza olimpica è stata piuttosto divertente, l'unica cosa che ho trovato piuttosto irritante è stata questa tendenza dei commentatori a scagliarsi contro l'atleta di turno, colpevole di non  aver raggiunto il traguardo che tutti si attendevano; ho ascoltato questi esimi personaggi, la cui massima performance atletica sarà probabilmente la partita di calcetto con gli amici il martedì sera, sparare a zero su atleti che hanno sudato sangue per quattro anni in silenzio e nell'oscurità (perché si sa, in Italia se non prendi a calci un pallone non ti si fila nessuno), e tutto questo con una tranquillità che mi ha lasciato sbalordita. Gare in cui tutto si decide in una frazione di secondo usate come pretesto per sparare a zero su qualcuno che immagino sia già parecchio depresso di suo. Capisco che tutti dobbiamo pagare il mutuo e se fai polemica magari ti si alza l'ascolto ma il concetto che non si spara sulla Croce Rossa è passato di moda?
Comunque il mio dubbio riguarda un'altro argomento, questo era solo un sassolino che volevo togliermi dalla scarpa, mi rodeva da un po'...

Passiamo al dubbio vero e proprio: tornando al pomeriggio di cui sopra, i commentatori erano elettrizzati perché si avvicinava la sfida più attesa di tutte, quella sera ci sarebbe stata la finale dei 100 metri e non stavano più nella pelle al pensiero di poterla seguire in diretta (infilavano nella conversazione l'uomo proiettile ogni tre secondi). Ovviamente si sono sprecati i collegamenti telefonici con i vari esperti ed ex atleti a cui chiedere un pronostico, la probabilità di un nuovo record olimpico ecc.
Inizialmente ho pensato che questi commentatori in particolare fossero appassionati di corsa ma poi, nelle trasmissioni successive la cosa si è ripetuta e da qui il mio dubbio: considerando quanto è cambiato il mondo negli ultimi millenni, non vi pare strano che continuiamo a considerare come gara più importante e come atleta più significativo di tutti i giochi olimpici quello che corre più forte? Perché? In fondo ci sono tante altre discipline più complesse, che richiedono l'eccellenza in tutta una serie di capacità, partendo anche solo da quelle che richiedono l'utilizzo di un attrezzo e quindi l'iterazione dell'atleta con l'oggetto, per non parlare poi degli sport di squadra in cui giocano un ruolo fondamentale anche la strategia, il lavoro in gruppo ecc ecc. Quindi perché questa fascinazione con l'atleta che corre più veloce?
Giuro che non sto cercando di fare polemica o di provocare, è che non riesco a capire per quale ragione il campione dei 100 metri abbia più rilevanza del campione del salto in alto o di quello del sollevamento pesi.
Forse il problema è che io e il modo dell'atletica non siamo venuti in contatto spesso, magari mi sfuggono dei concetti base.
Ricordo che alle superiori si era quasi tutti parecchio restii all'idea di partecipare ai giochi d'istituto; una volta la prof per costringere tutte a fare qualcosa ricorse alle minacce, decretando che chi non avesse partecipato alle gare di atletica avrebbe dovuto fare il "balletto di apertura". Inevitabile la valanga di iscrizioni alle gare, improvvisamente ci eravamo scoperte atleticissime.
Ovviamente la prof in questione ci fece due balle così, ripetendo come un mantra che dovevamo allenarci seriamente, che nella vita era fondamentale mantenere gli impegni, ecc ecc, rendendo quindi le cose ancora più pesanti di quanto già non fossero.
Arrivato il giorno del giudizio, dopo aver assistito a un imbarazzante  balletto di apertura (un comprensibile sospiro di sollievo per lo scampato pericolo serpeggiava tra le nostre file), ci spalmammo in giro per le varie discipline; io ero al lancio del disco, scelto più che altro perché non era molto frequentato. Era talmente poco frequentato che riuscii non so come ad arrivare prima (il che la dice lunga anche sul livello atletico dell'istituto nel suo complesso).
Io non mi considero una persona particolarmente competitiva, preferisco gli sport di squadra in cui puoi essere anche il più bravo del mondo ma se non sai lavorare con gli altri non vai da nessuna parte, però devo ammettere che, in quella occasione, starmene lassù in cima al podio e ricevere la dorata coppa, ma soprattutto riceverla direttamente dalle mani di quella cara persona della prof, è stata una soddisfazione di livello stellare. Na na  na na  na!


P.S. Certo che tutto sto cappello, solo per arrivare a dire che una volta ho vinto una coppa...




















giovedì 14 giugno 2012

T&F: Mondo cane!

Vi avviso subito, siamo in zona colazione e oggi non è aria.
Questo è uno di quei periodi in cui la mattina quando ti alzi non sai mai se sarà un gran caldo oppure pioverà e bubbolerai dal freddo; oggi la va per il caldo e quindi, seppure a malincuore, scarto la tazza di tè caldo e mi butto su un bicchiere di tè freddo e una banana. Non chiedetemi come mi sia venuto in mente di comprare una banana per colazione, non ho scuse, è che stavo cercando qualcosa da alternare alle solite fette di pane tostato con nutella o con le noci e ho voluto provare. Va da sè che non lo rifarò, ci vorrà del tempo per dimenticare la sensazione di viscido che lascia il boccone di banana matura mentre lo butti giù, se non fosse che sa di banana penseresti di ingoiare una lumaca. E  mi rendo conto che ci son disgrazie peggiori ma iniziare la giornata ingoiando lumache non è un gran tonico per l'umore.

Per distrarmi afferro un numero vecchio di Grazia (fine marzo); se avessi accesso ai numeri degli anni ottanta, potrei darmi un tono e dire che leggo riviste vintage, invece è solo roba vecchia ma comunque a colazione si dimostra una compagnia più che soddisfacente.
Il servizio che sto leggendo s'intitola I migliori amici e c'è una modella con vari cani in braccio, la cosa non mi scompone più di tanto, tiro dritto e giro la pagina; di là c'è la stessa modella con un costume assolutamente non sgambato che pare in stile vintage, al che mi scatta la curiosità e leggo distrattamente il trafiletto a lato: abito in cotone con stampa effetto denim. Alt, momento, ma la tipa non era in costume? Rileggo e subito sotto c'è la marca: for pets only. La descrizione si riferiva al vestito del cane. Al vestito del cane.
Riparto da capo e in effetti all'inizio del servizio, proprio sotto il titolo, c'era un sottotitolo che avevo ignorato: In città a tutte le ore, eleganza di coppia. Il servizio offre suggerimenti su come intonare il vestito del cane al proprio. Così si esce belli coordinati. Ah, dì, siam messi così.
E non è finita: sempre nella prima pagina la modella ha un cane in braccio e l'altro in una borsa e nel trafiletto leggo: Per Lilli, come collare, collana bijou (Miu Miu), per Cate orecchini (Prada). Han messo gli orecchini al cane? Guardo la foto e porca miseria sto povero cane ha un orecchino! Ma la protezione animali le sa queste cose?
Nella pagina successiva la modella indossa un completo con giacca da smoking e il povero cagnolino a lato è stato infilato in un mini-smoking di Armani. Armani fa smoking per cani. Potrebbe essere uno slogan per magliette, invece è vero.
Ora, basta dare un'occhiata alle facce dei poveri animali nelle foto per capire quale sia il vero problema; lasciamo stare le case di moda che disegnano sta roba per cani, che se la fanno vuol dire che a questo mondo c'è qualcuno che invece di investire in un buon T.S.O, butta dalla finestra somme assurde per abiti da sera con il buco per la coda. Il problema è un'altro: ma ci pensate a queste povere creature quando escono di casa? Perché io non ho dubbi, appena mettono il muso fuori, conciati così, diventano lo zimbello di tutti i cani che incontrano. Diciamocelo, mettersi gli orecchini strassosissimi sarà anche molto in voga tra i bipedi (per ragioni che adesso non stiamo a indagare) ma dubito fortemente che tra i quadrupedi vada per la maggiore. O magari mi sbaglio, forse mentre mi cullo nella mia beata ignoranza e là fuori ci sono branchi di cani pronti ad azzannarsi per una cavigliera  di Bulgari.
In effetti, l'abbigliamento animale potrebbe anche rivelarsi la nuova tendenza per il futuro, il colpo di genio da trasformare in business, soprattutto in questo momento di crisi economica.

Non volendo lasciare niente di intentato, a chi potesse interessare, ecco il mio suggerimento: fate visita alla vecchia nonna, quella che non butta via niente e, appena si distrae, salite in soffitta e recuperate la vecchia Maglieria Magica di Barbie.
Qualche gomitolo, una bella spolverata e siete pronti a lanciare la vostra linea di abbigliamento per boa e pitoni.

venerdì 25 maggio 2012

C'è sempre una solution per qualsiasi beauty problem

Son qui che sfoglio Beauty Parade, il supplemento al numero di maggio di Glamour: siamo nell'area trucco e capelli e, dopo sole dieci pagine, sto già digrignando i denti; a leggere sti testi ti viene il dubbio che a scriverli sia un software che ogni tot parole ne infila a caso una in inglese: passiamo le tecniche soft, e il formato pocket, incurviamo le spalle sotto il peso di "tra un effetto mat e un tocco sporty",  ma i trattamenti spa, quelli proprio no, da qualche parte una riga dobbiamo pure tirarla! "Trattamenti spa" al massimo può essere il nome di un'agenzia di recupero crediti, di quelle che se non paghi ti spezzano le braccine.

Gli articoli arrivano quasi sempre accompagnati da fotografie, essendo che un'immagine vale mille parole; chiaro che dipende da quali parole. Prendiamo ad esempio il servizio sui trend forti per l'estate: alla voce Neohippy si legge "Purple per occhi e labbra in nuance. L'effetto è glossy e ultrashine".
E poi ci lamentiamo che la gente non sa più l'italiano, ma dov'è l'italiano? Probabilmente è on holiday in qualche città cool a vedere il vernissage di un famoso visual artist.

A lato potete vedere la foto del look neohippy, dove le modelle più che truccate sembrano aver appena fatto a botte con qualcuno (e non esserne uscite molto bene).

Proseguiamo con un articolo sulla cura dei capelli in cui ci suggeriscono dei trucchetti fast, come ad esempio:
Avete lasciato i bigodini a casa? Tranquille, c'è un alternativa.
Evidentemente le case delle italiane traboccano di bigodini, quando queste non li portano con sè in viaggio (spiegherebbe quelle valigie che vedi ogni tanto in aeroporto e che paion condomini, chissà se Monti ha pensato a fargli pagare l'IMU) .
Comunque, per coloro che trovandosi fuori casa si accorgono con sgomento di esserseli dimenticati, non tutto è perduto: è sufficiente attorcigliare le ciocche su piccoli pezzi di stoffa e poi annodarli una volta arrivate alle radici.
Perché è chiaro che il mondo è pieno di donne sbadate che dimenticano a casa gli indispensabili bigodini ma nessuno oserebbe mai uscir di casa senza le tasche piene di piccoli pezzi di stoffa, che risultano utilissimi in tante piccole occasioni: per imbavagliare la suocera rompiballe, per fingere un'emergenza medica (li sventoli dal finestrino dell'auto quando salti la fila usando la corsia di emergenza), oppure legandoli insieme per calarti dalla finestra quando la moglie del tuo amante torna a casa senza aver prima telefonato (telefonare, telefonare sempre).
Per le sbandate che non hanno mai preso questa buona abitudine, suggerisco di estrarre dal beauty le forbicine da unghie (se non hanno neppure quelle l'alternativa è il tagliaunghie ma il lavoro si fa un po' brigoso) e ritagliare le striscioline di cui sopra dalle lenzuola dell'albergo in cui si trovano (se a casa di amici, io eviterei).
Raccomando caldamente di non sbrandellare le lenzuola alla boia bensì, astutamente, tagliare una lunga striscia dal fondo del lenzuolo (quello da sotto che generalmente in hotel non ha gli angoli) e farne tanti pezzettini. In questo modo è improbabile che la direzione dell'albergo se ne accorga e vi addebiti il costo del lenzuolo sulla carta di credito. Buona fortuna.


martedì 8 maggio 2012

Qualche problema nella sfera dell'intimo?

Questo post sarà brevissimo, un pensiero fugace che scompare nella notte.

Come già  molti di voi sanno, la mattina la mia colazione è spesso allietata dalla lettura di una rivista frivola; alcune me le passa mia mamma, altre me le procuro io. Lo faccio fondamentalmente per due motivi: 1) la mattina appena sveglia non ho voglia di leggere di disgrazie, oscurità e pessimismo e 2) le riviste in questione sono una fonte inesauribile di buonumore e, soprattutto, post.
Recentemente mi sono imbattuta in una pubblicità di intimo (leggi reggiseni e mutande, lo dico per quelli che ancora chiamano le cose col loro nome) che mi ha dato da parecchio pensare. Allego la foto in questione per maggiore chiarezza.
Ecco, io di fronte a questo tipo di pubblicità mi faccio sempre un sacco di domande, in questo caso quella più pressante è: perchè sta donna in mutande ha i tacchi? Mi spiego: questo non è GQ o Max, dove piazzano immagini di donne per attizzare il lettore medio e quindi non si preoccupano che la foto sia reale, possibile, ma solo che causi una tempesta ormonale nel citato lettore, questa è una rivista femminile, che suppongo si rivolga a un pubblico di donne, quindi ci sta la modella bellissima che ovviamente starebbe bene anche col mutandone ascellare della nonna, però mi chiedo: quante donne girano abitualmente per casa in mutande e tacchi alti? O forse sono io che, essendo un po' baluba, ignoro l'esistenza di questo mondo parallelo pieno di donne intimate e taccate.
Ho chiesto anche un parere a Rico, per avere il punto di vista maschile, e lui ipotizza che la signora in questione sentisse freddo ai piedi. Boh, fatto sta che a me il tacco in questa fotografia sa un sacco di film porno. Magari il pubblicitario l'aveva previsto, chissà.

Però almeno apprezzo il fatto che nella foto in questione la modella non sia costretta in una di quelle pose assurde, con un braccio di qua una gamba di là, che invece di guardare le mutande stai lì a chiederti come diavolo sia girata sta povera donna e, soprattutto, perché.
Prendiamo ad esempio la foto qui a fianco che ha tutte le caratteristiche incriminate; girando su internet ne ho trovate a pacchi ma non voglio eccedere che dopo rischio di attirare schiere di lettori guardoni che non sono proprio il mio target.
Apprezziamo anche il fatto che la modella non indossi tacchi cavalcando la fiera statua, però resta il dubbio di quella collana abbinata al costume da bagno che il leone pare fissare con incredulità (non è il solo).

In quest'altro caso invece lo sfondo della foto ricorda la sala da pranzo di una casa di lusso o di un albergo; la giovine è seduta su un tavolo, coi tacchi d'ordinanza, circondata da, boh, petali bianchi? Dietro c'è un candelabro a tre bracci, elemento fondamentale per chiunque sia seduto sopra un tavolo in mutande coi tacchi.
In basso a destra troneggia un secchiello del ghiaccio (pare più un paiolo, in realtà) con l'inevitabile bottiglia e davanti tre bicchieri, segno evidente che la signora aspetta compagnia numerosa.
Cos'altro dire? Speriamo che a scendere dal tavolo non righi il legno coi tacchi, altrimenti chi lo sente poi il maggiordomo?

venerdì 13 aprile 2012

Elle Spagna e la cavitazione dei nostri risparmi

Pur trovandomi in mezzo all'oceano, in quel di Lanzarote, ho deciso di mantenere il rito mattutino della lettura di riviste durante la colazione, soprattutto perché ero curiosa di leggere le riviste femminili spagnole per vedere se la percentuale di assurdità per pagina è pari alla nostra.
A questo scopo mentre ero al supermercato a far la spesa mi son fermata nell'angolo riviste; c'era un po' di tutto, pettegolezzi, giardinaggio, cucina e, sorprendentemente, donne nude. Ormai al supermercato trovi proprio tutto. Essendo però che a colazione preferisco star leggera, ho preso Elle Spagna (era quella che costava meno) anche se poi un po' me ne son pentita perché la grafica all'interno è assai noiosa, però qualche chicca l'ho trovata comunque.
Il numero in questione è di aprile e annovera tra i suoi articoli una gemma intitolata "le sette regole pre-estate"; il sottotitolo ci avverte che ci restano ancora tre mesi per trattare e modellare il nostro corpo in vista dell'estate. Vediamo dunque queste sette fatiche a cui dovremmo sottoporci nei prossimi tre mesi:

1) sei un ammasso di cellule morte quindi ti tocca fare il peeling fotonico (150 euri a seduta) due volte la settimana, in totale otto volte al mese, moltiplicato per tre mesi ti partono 3600 euri.

2) datti un'occhiata allo specchio, sei pallida come un cadavere, urge trattamento autoabbronzante, stavolta te la cavi con 90 euri.

3) peccato che tu sia devastata da macchie e nei, l'unico rimedio sono il laser Fraxel Dual (800 euri a zona) e il Q-Switched (400 euri a zona). Siamo buoni e facciamo finta che tu debba trattare una sola zona, in totale 1200 euri.

4) è ora di dire basta alle calze da vecchia, però devi dare una sistemata alle gambe, quindi depilazione definitiva Vectus per soli 1340 euri.

5) sta maledetta pelle a buccia d'arancia non si può vedere, per non parlare del nemico grasso, quindi interveniamo con ultrasuoni e cavitazione (tratt. Cyclone) alla modica cifra di 2000 euri per 12 sedute.

6) a forza di succhiare via del grasso sarai tutta in caduta libera, non ti resta che rassodare a destra e a manca con il Thermage CPT che però farà cadere in picchiata i tuoi conti strappandoti altri 2500 euri.

7) ormai sei in fondo, restano solo da fare pedicure e manicure, dì addio a 165 euri.

Facendo due conti questa eroica impresa, che spero ti faccia diventare almeno come la Barbie, richiede un investimento di quasi 11.000 (sì, proprio undicimila) euri. Sarei curiosa di vedere la faccia di quello a cui arriva la richiesta di finanziamento per, come le potremmo chiamare, attività di manutenzione biologica?

lunedì 12 marzo 2012

Febbraio tra i ghiacci, finiamo col botto!

Un mio informatore segretissimo, che che di recente è stato a Roma per lavoro, mi ha portato in regalo una vera perla: pare che nei giorni scorsi presso le edicole della capitale fosse in vendita un libro fotografico allegato al Corriere della Sera.
Titolo del capolavoro "Nevicava a Roma: un racconto per immagini". Prezzo: setteeurienovantacentesimi, più il prezzo del quotidiano.

Essendo io riuscita a reperire un'immagine dell'incredibile reperto, vorrei attirare la vostra attenzione sulla foto in copertina: osservate quella cupola che pare appena spruzzata di zucchero a velo, un pandoro quasi, su quei tetti poi potrebbe esserci benissimo solo smog trattato con fotosciòp.
Sfortunatamente l'informatore in questione non si è minimamente sognato di buttar via più di otto euri per l'acquisto di siffatta chicca, un po' me ne dispiace ma onestamente non so dargli torto, se l'avesse fatto, subito dopo aver pubblicato questo post si sarebbe reso necessario un rogo purificatore.

Sempre navigando, ho trovato una breve presentazione del libro in questione sul sito del Corriere della sera:

Una nevicata che passerà nella storia, un racconto per immagini, scritto da Paolo Conti, in edicola da oggi con il «Corriere» a 7,90 euro. «Nevicava a Roma» ripercorre i giorni appena passati in cui la Capitale si è trovata con decine e decine di centimetri di neve, tra disagi, arrabbiature e ironia.


Che altro dire, se non: MA LA NEVE NON C'ERA!!!!!!!!!!




Ripropongo volentieri questo video che rispecchia fedelmente il mio punto di vista:




lunedì 5 marzo 2012

Il romanticismo ci salverà

So che corro il rischio di ripetermi ma non si può restare con le mani (o la penna) in mano di fronte all'abominio.

Stasera Buddy Valastro ha la serata romantica con la moglie, quindi ha deciso di fare un piatto irresistibile: chicken sorrentino e fusilli.
A coloro tra voi che non conoscono Buddy Valastro (per ulteriori dettagli: Cucina con Buddy, pulizia delle coronarie a breve) e che stanno pensando "Vabbè, non sarà un gran lusso ma da lì a scriverci un pezzo sopra ne corre..." consiglio di continuare a leggere, possibilmente seduti.

Il nostro eroe inizia preparando il sugo di pomodoro per i fusilli, usando solo pelati, zucchero e basilico, tutto sommato cominciamo bene. Procede poi a condire i fusilli e li mette sul fondo di una pirofila da forno, cospargendoli di abbondante parmigiano.
Io me ne sto stesa sul divano in pace col mondo e aspetto un qualche twist da cuoco che renda il piatto romantico, perché altrimenti ditemi voi se si può servire della pasta al pomodoro per la cena tra cuoricioni...
Buddy ovviamente non si fa pregare e aggiunge, proprio sopra ai fusilli tre bei filetti di pollo alla griglia con un'espressione soddisfatta che è forse la cosa più agghiacciante di tutte.
Mi chiedo come diavolo gli venga in mente di servire il filetto di pollo alla griglia su letto di fusilli, poi rifletto che è americano e quindi ci vuole un po' di comprensione. Mentre me ne sto lì a cercare di giustificarlo, tutta bontà e comprensione, il marrano mi pugnala allo stomaco schiaffando sopra i filetti delle fette di prosciutto crudo. A quel punto mi sento mancare il fiato e il maledetto, approfittando della mia temporanea incapacità, aggiunge a quell'orrore culinario quattro fette di melanzane impanate e fritte. Ormai è un grattacielo. Non so più dove guardare, ho gli occhi sbarrati e scuoto la testa ma non mi esce un suono dalla bocca, credo lo chiamino trauma.
Lui intanto, del tutto ignaro dello scempio che sta compiendo, procede a completare la sua opera con salsa di pomodoro e mozzarella, giusto per allegerire un po'.
Arriva sua moglie e lui estrae la pirofila dal forno per servirle una porzione; nel mentre commenta che questo sì che è un piatto completo. Secondo me sono almeno tre piatti completi.
Scopriamo a questo punto che Buddy ha aggiunto i fusilli perché la moglie ama la pasta (?)
Lui sì che è romantico.

venerdì 2 marzo 2012

Una dura, cremosa pagnotta

Non mi ricordo esattamente quando, sarà stato qualche settimana fa, leggevo una delle solite riviste da colazione e c'era un simpatico servizio sulle creme da uno stramilione di euri, di quelle con le scaglie d'oro, la polvere di diamanti o gli occhi grattugiati di zibellino. L'autore o autrice dell'articolo sosteneva che, trovandoci in un momento di crisi nera e non potendo investire i pochi risparmi in borsa, visti gli svarioni del mercato, che un giorno sei a mille e il giorno dopo nella Fossa delle Marianne, la cosa migliore era investire in una bella crema per il viso (di quelle che ti tocca pagare a rate, come la macchina) in attesa di tempi migliori, prendendosi cura della propria persona e preparandosi così al meglio per futuri colloqui di lavoro.
 Ora, mi sono immaginata la scena del povero o della povera giornalista che si sente dire "Guarda, per la prossima settimana dobbiamo pubblicizzare sti pomatoni che costano un occhio, vedi un po' tu che taglio dare alla cosa".

Improvvisamente mi è sovvenuto un parallelo con una mia personale esperienza di tanti anni fa; mi riferisco a quella volta in cui, al corso di inglese, l'insegnante ci ha proposto un gioco per migliorare le nostre arti oratorie: ci ha fatto estrarre un biglietto da un cappello per assegnare a ciascuno un mestiere, poi ci ha informati che eravamo naufragati su un'isola deserta (stile Biutiful ma senza vestiti stracciati ad arte per coprire le pudenda) ma non avevamo abbastanza viveri per tutti, ragion per cui la comunità avrebbe votato per decidere chi sopprimere per garantire la sopravvivenza degli altri (bel gioco, complimenti prof). Avevamo tre minuti a testa per convincere gli altri a risparmiarci.
Ho aperto il mio foglietto: io ero il barbiere.

mercoledì 8 febbraio 2012

La lotta contro lo sputazzo dà i suoi primi frutti

Son davanti alla tv che guardo Biutiful e arriva la pubblicità proprio mentre piangono la scomparsa di quei due deficienti (leggi la Bruc e Tommaso) che in realtà sono sull'isola deserta che mangiano bacche allucinogene e fanno rave parti in desabillè (gli indumenti stracciati ad arte per coprire le pudenda già da soli valgono oro).
Il primo spot che compare ha uno sfondo rosso su cui appare una scritta bianca che dice "se vedi sangue nel lavandino usa Parodontax".

Non sto a dirvi la soddisfazione di vedere che han finalmente cambiato quell'orrida pubblicità dello sputazzo insanguinato nel lavandino (vedi post precedente se mentre guardi la tv vedi uno sputazzo....) Sarà forse che io sono un po' schizzinosa, ma vederla durante il pranzo non era proprio una gran gioia.

E poi il pensiero che, forse, un sassolino della frana che ha travolto quella pubblicità inguardabile l'ho messo io, è francamente elettrizzante.
Comunque, se avete le gengive che sanguinano, invece di guardare la tv datevi una mossa e andate dal medico.

lunedì 23 gennaio 2012

Mi sa che oggi non è aria.

Qualche giorno fa mio babbo, sant'uomo, mi ha portato un nuovo pacco di riviste usate; sono quelle che mia mamma ha già letto e che mi passa prima di buttarle (rigorosamente raccolta differenziata).
Le riviste in questione fanno parte di una strategia elaborata negli anni per cui a colazione leggo qualcosa che mi faccia fare due risate, in modo da riconciliarmi col mondo che di solito, appena sveglia, odio con tutte le mie forze.
Ieri mattina prima di colazione ho scelto una rivista dal pacco appena arrivato; il processo di selezione del numero non è stato semplice e per un ottimo motivo: essendosi appena concluso, per la gioia di tutti, l'incubo delle festività natalizie, volevo evitare i numeri caldi, quelli da fine novembre al 25 dicembre, notoriamente impestati di articoli pallosissimi su cosa regalare al fontaniere, alla nonna del portinaio, o al secondo cugino della cognata del migliore amico di turno.
Trovando un numero datato 26 dicembre mi sono sentita in una botte di ferro, i giochi ormai erano fatti quindi il peggio che potevo aspettarmi era un servizio sul sushi alla romagnola per il cenone di San Silvestro o su come apparecchiare la tavola perfetta definitiva, niente di più.

Apro il giornale e, dopo le inevitali trecentomila pagine di pubblicità, arrivo a un articolo che s'intitola "Il Natale è nell'ARIA"; trattasi di pezzo su candele profumate spray e diffusori per ambiente. Un po' mi sconvolge che a qualcuno venga in mente di dedicare all'agomeno una pagina intera però, in effetti, dopo aver analizzato tutto il regalabile per quattro o cinque numeri, non è che rimangano molte opzioni, fai con quello che hai.
Parto con la lettura, sia pur pesantemente ostacolata dai miei pregiudizi sul tema, trovandomi quasi subito faccia a faccia con l'inimmaginabile: il primo prodotto illustrato è una sfera di legno rossa con dentro bastoncini d'incenso, carino - penso, poi vedo il prezzo: 75 euri. Rileggo, è sempre 75 euri, strabuzzo gli occhi e per un attimo vacillo, poi però mi dico che è solo una buca sulla strada, stringo i denti e vado avanti, finendo dritta dritta tra le braccia di un profumo in confezione vintage provvista di pompettaspruzzatrice. Vabbè, il vintage è sempre di stramoda quindi non è una gran sorpresa, forse la confezione è un po' austera ma per il resto... Solo dopo un po', leggendo bene la didascalia, mi accorgo che sto mix di vaniglia arancia e ambra, che a sentir la giornalista sa di festa, non è come avevo pensato un profumo per donna bensì un profumo per la casa, in vendita alla modica cifra di 96 euri. Per un attimo me la vedo davanti, sta donna che passa da una stanza all'altra premendo la pompetta del profumo in qua e in là. Me l'immagino così, con i tacchi alti e la messa in piega perfetta, che vaporizza euri in giro per la magione accompagnata dal ticchettio (tacchettio?) delle immancabili décolleté.

Continuando coraggiosamente la lettura, mi trovo catapultata in quello che mi pare un universo parallelo; noto che parecchie candele sono in edizione limitata, adesso va molto sta roba di far le cose in edizione limitata. A me per esempio mi hanno fatto in edizione limitata, però non profumo di gelsomino nano del Borneo.
A quel punto mi rendo conto che l'articolo ha dato tutto quello che aveva, faccio un respiro e proseguo. Un po' più in là c'è un pezzo su panettoni e pandori che pare innocuo quindi pagaio un po' per la pagina e alla fine m'incaglio sul panettone al cioccolato piemontese con arance rosse di Sicilia, ovviamente in edizione limitata, che te lo tirano nella schiena per soli 108 euri, sì 108 euri, un pantettone, 108 euri. Ripeto: 108 euri.
Non credo ci sia altro da dire.
108 euri.



P.S. Per chi gioca al lotto i numeri di questo articolo sono: 25,26,75,96,86,62,108. Le ruote, vedete un po' voi.

giovedì 12 gennaio 2012

A caval donato...e basta donar cavalli, grazie!

Bene,  adesso anche le feste ce le siamo tolte dai piedi, brindare abbiamo brindato, regalare abbiamo regalato, è tempo di andare avanti.
Prima però urge sbarazzarsi della zavorra, di tutti quei brutti ricordi che ci portiamo dietro dall'anno passato e, con tutta probabilità, quelli più devastanti sono collegati a regali ricevuti da parenti, amici e conoscenti vari, regali che nel 99% dei casi sono robe orrende, inguardabili, inutili, quando non effettivamente dannose.
Vediamo di fare qualche esempio tratto dalla mia personale e tragica esperienza: cosa ne dite di un bellissimo portafoglio di pelle nera lucida lungo quanto una cassa da morto e con lo stesso livello di allegria? O del porta candele marrone scuro pieno di candele profumate alla vaniglia, notoriamente profumo cariogeno e stomachevole che ancora non hanno messo al bando solo per le ingenti mazzette che mani misteriose distribuiscono copiosamente alle nostre spalle? Per non parlare della spazzola/specchio da borsetta con decori in argento a rilievo che ho ricevuto per ben due volte consecutive dalla stessa persona, che evidentemente mi conosce bene, considerando che io non mi trucco e non mi viene mai in mente di pettinarmi. Insomma, nella vita di ognuno di noi ci sono momenti difficili che, volenti o nolenti, lasciano un segno profondo nella nostra psiche e l'unico modo per venirne fuori è adottare un approccio diverso, laterale. Ragion per cui a ridosso delle feste ho fatto un giro per i negozi e fotografato alcuni oggettini che ora vi sottopongo. Salvateli sul vostro pc e quando vi capiterà (e vi capiterà) di ricevere un dono orrendo che dice a chiare lettere che l'autore non ha pensato a voi neanche per un momento, o peggio, che puzza lontano un chilometro di regalo riciclato, guardateli e consolatevi pensando che poteva andarvi peggio. Oppure, se siete sadici, potete trarrne ispirazione per i vostri prossimi cadeaux.


Un piccolo investimento che potrebbe avere un ritorno inaspettato: l'enorme conchiglia placcata in argento da regalare come fermaporta per la casa al mare della nonna stronza, nella speranza che inciampi nell'orrore e tiri le cuoia così finalmente si eredita.













Qui non c'è che l'imbarazzo della scelta, consiglio in particolare il candelabro da regalare a quelli che sapete fissati con la pulizia e che inevitabilmente ne cadranno schiavi, trovandosi alle tre di notte con uno spazzolino in mano a lucidare quella pieghina maledetta che si ossida sempre.

L'alzatina merlettosa porta cupcake vedrò di regalarla prima o poi alla Clodia che sono certa apprezzerà. Forse girata a testa in giù potrebbe fare da porta ombrelli, chissà.





Il regalo ideale per un amante dei cani, dei diademi e delle collane di perle. Se posso fare un appunto, mentre il davanti del cane è agghindato che pare un lampadario, il didietro risulta un po' misero, io avrei aggiunto un dettaglio, che so, un tutù rosa.









Ideale per l'uomo cacciatore, magari un po' avanti negli anni; l'unica cautela da adottare quando si regala un bastone da passeggio con testa di elefante è assicurarsi di essere a un buon metro e mezzo dal destinatario nel caso questi decidesse di esprimervi fattualmente la propria opinione in merito al grazioso oggettino (evitate in particolar modo la proboscide che ha l'aria tagliente).

mercoledì 21 dicembre 2011

La piadina romagnola e le bocce

Oggi torno a casa verso l'ora di pranzo e sono mediamente di buonumore; fuori fa un freddo boia ma almeno il cielo è blu puffo e splende il sole, che sarà anche quel sole di dicembre un po' stitico ma non è il momento di fare i difficili, dopo tutta la nebbia che ci hanno rifilato.
Parcheggio e prima di entrare in casa controllo la cassetta della posta: ovviamente di posta seria non ce n'è, in compenso la pubblicità abbonda. Do un'occhiata veloce prima di cestinare tutto (nel bidone della carta, ci mancherebbe!) e trovo un simpatico volantino che reclamizza tale Cello e le sue piadine. Il nome dell'attività sembra essere Il Passatore, con tanto di simbolino-faccia del Passatore.
Fin qui tutto regolare, magari la foto del tizio vestito da babbo natale che con il dito indice si tocca la tempia è un po' oscura, non capisci se è uno che sta pensando di ordinare tonnellate di piadine da Cello o invece uno che ti sta dicendo:"Non hai ancora provato le piadine di Cello? Sei fuori di testa!" ma in fondo non è niente di grave. Ammetto che l'espressione del babbo natale in questione è un po' inquietante e mi auguro di non dovergli mai confessare che  le padine di Cello io non le ho ancora provate, essendo che ce lo vedrei con un'ascia in mano che mi rincorre (la sega a nastro no, che questo mi sembra uno che predilige il tradizionale).

Tutte le mie considerazioni, idee, sensazioni ecc, vengono però prepotentemente spazzate via quando giro il volantino: parto in alto a destra dove ci sono le foto delle piadine farcite, dei crescioni, dei rotoli di piadina ecc, insomma un gran ben di dio che ti fa venire anche un po' di acquolina in bocca. Poi l'occhio scende e si trova a posarsi sulla foto di due topolone pettorute e scollacciate che ammiccano inguainate in jeans e top con l'immancabile piercing nell'ombelico e le bocce rigorosamente de fora; ciliegina sulla torta è il simbolo del passatore visibile a livello della tetta sinistra. Completano il tutto con un tocco festoso dei simpatici cappellini da babbo natale.

A questo punto piovono interrogativi come a Londra in marzo: cosa diavolo c'entrano ste due tizie con Cello e le sue piadine? Sono forse le piadinaie? Quando vai al negozio ti servono loro inzampate come nella foto? O sono quelle che fanno le consegne a domicilio con tanto di davanzale a vista e cappellino nataloso, un po' stile film porno di quart'ordine? Se la risposta a queste domande è sì, suggerisco caldamente di specificarlo nel volantino (in maiuscolo), scommetto che le vendite aumenterebbero esponenzialmente, altrimenti a mio avviso trattasi di pubblicità ingannevole, che sia il caso di pubblicare una segnalazione su facebook?

giovedì 8 dicembre 2011

Giove e Saturno uniti contro i punti neri

Eccomi di ritorno come promesso. Quello di oggi sarà un post/tutorial con consigli e suggerimenti dermatologici. Non posso prendermi il merito di cotanta chicca, essendo che sto vampirizzando un articolo di Glamour, numero di dicembre.
L'articolo in questione ci svela che il nostro benessere cutaneo è regolato da quattro pianeti: Luna, Marte Venere e Saturno quindi, sostanzialmente, prima di fare un peeling è meglio leggere l'oroscopo. In questo caso siamo molto fortunati perché con l'aiuto di un esperto di astrologia ci vengono suggeriti i momenti ideali per tutta una serie di procedure che porteranno la nostra pelle alle vette dello splendore cutaneo. Bando alle ciance, partiamo.

Gennaio - La partenza è in salita: il Sole in quadratura è ostile, quindi tocca intervenire sulla luminosità della pelle con peeling e pulizia profonda.
Febbraio - La posizione di Giove può causare sensazioni di gonfiore, meglio iniziare una cura drenante o dieta, possibilmente il giorno 21 (se il giorno 21 vi regalano dei ciccioli, sapete dove trovarmi).
Aprile - Il Sole torna a rompere gli zebedei (essendo in opposizione penalizza la luminosità cutanea), buttatevi su scrub e maschere rivitalizzanti come se non ci fosse un domani.
Giugno - Giove in Gemelli stimola una maggiore produzione di sebo (non credo di dover aggiungere altro).
Luglio - Stavolta il problema è Marte in Bilancia che determina una sensibilità cutanea (ma solo a partire dal giorno 4), per cui due mesi prima vi tocca iniziare a bombarvi con l'integratore di licopene (e non avete scuse, il programma ve lo danno adesso!)
Agosto - Dal 17 c'è la Luna Nuova, quindi la pelle trionfa (sarà mica stato tutto quel licopene?) e se la tira un casino.
Ottobre - I meno fortunati che hanno la pelle grassa vedranno un aumento dell'oleosità cutanea dovuto a sto fatto che Marte e Giove sono opposti; a quelli che hanno la pelle secca invece cadranno molti capelli causa le maledizioni scagliate contro di loro dagli invidiosi unti di cui sopra.
Novembre - La Luna Nuova del 13 è propizia per iniziare trattamenti antirughe, macchie, acne, couperose. Ringraziano le estetiste che probabilmente il 15 devono versare l'IVA.
Dicembre - L'opposizione di Venere a Giove segnala un eccesso di impurità a partire da dopo il 23 (chissà come mai?!)

Noterete che mancano alcuni mesi, sono quelli noiosi in cui il livello di assurdità era inferiore allo standard minimo accettabile.
Devo confessare che scrivere un articolo non è mai stato così facile.

martedì 6 dicembre 2011

Scarlet is the new black

Oggi è un po' un giorno cazzeggio: non lavoro, fuori c'è la nebbia e la voglia di lavorare è partita prima per il ponte dell'Immacolata per evitare le file, quindi son qui che faccio colazione con la mia tazza di tè e il numero di dicembre di Glamour, fonte inesauribile di divertimento, nonchè base per parecchi dei miei post Toccata e Fuga.

In questo caso le cose si muovono lentamente, passo le prime inevitabili e interminabili pagine di pubblicità (sì, perché il resto cos'è?), arrivo al pezzo sul vermiglio passionale (che l'articolo sostiene essere il nuovo nero) e mi soffermo sull'immagine della scarpa con tacco a spillo e aperta davanti (qui definita stiletto open toe). Qualcuno prima o poi mi spiegherà perché dovrei comprarmi una scarpa con un buco davanti quando fuori ci sono tre gradi, sarà che io non sono fescion ma ci terrei a conservare tutte e dieci le dita dei piedi, chiamatemi sentimentale.
Sempre il pezzo sul vermiglio passionale ci presenta vari oggetti in questa trendissima nuance, tra cui una clessidra con doppi calici. Rileggo tentando di capire ma il mistero rimane fittissimo: la clessidra è composta da due calici (uno a testa in giù) uniti a livello degli steli, all'interno scorre una polvere vermiglia e passionale. Prima domanda: perchè? Seconda domanda: perché? E potremmo continuare all'infinito.

Per fortuna basta un sorso di tè e torna il sereno, deglutisco e vado avanti. L'attenzione  si sposta su un altro oggettino subito sotto, un papillon di ceramica (sempre vermiglio passionale) che a prima vista immagino essere una bomboniera, uno di quegli oggetti smaltati e privi di senso che darebbe grande soddisfazione tirare contro un muro. Guardando meglio, però, noto una specie di banda elastrica nera con chiusura e la verità si fa prepotentemente strada: non è una bomboniera ma un vero papillon, hanno prodotto un papillon di ceramica da mettersi al collo. Ottimo, a quando le mutande di terracotta?
Per oggi direi che è tutto, a domani per l'oroscopo dermatologico (cosa fare quando la pelle ha Saturno contro).