lunedì 22 aprile 2013

La calata dei Mori è comunque un pareggio

Arriva il venerdì sera e, incredibilmente, abbiamo già dei programmi: stasera la meta è l'Ex-Macello di Gambettola dove l'associazione TreeSessanta ha organizzato un concerto del Moro (inspiegabilmente I Mori sulla locandina dell'evento).
Il concerto inizia come sempre in modo un po' burrascoso: la Clodia per documentare l'evento mi fotografa col flash da venti cm di distanza bruciandoti la retina, l'Ale controlla Facebook, chatta e commenta ogni tre per due, insomma come fai a non distrarti? Dopo un po' le cose si tranquillizzano, fortunatamente prima che Farnedi decida di alzarsi e fare una strage. Chi segue la sua rubrica su Stonehand non si sorprenderà scoprendo che il Moro, da vero lord qual è, non dà segno di notare la baraonda sotto il palco. Italia-Regno Unito: 0-1.
Noto che sul palco c'è un gran via vai di bassi, prima il Moro cambia la chitarra col basso, poi tocca a Gasperoni, passo passo se lo passano tutti, praticamente sto basso arancione dilaga. Peccato quel colore che fa un po' a pugni con quello degli altri strumenti, chissà se si può riverniciare come le macchine?

Osservando il Moro che suona noto qualcosa che mi getta nello sconforto, come si fa a suonare in un gruppo se non puoi fidarti completamente dei suoi membri? Qualche buontempone deve aver riempito di roba la chitarra del Moro, basta guardarlo e si vede benissimo, il buco è pieno! Saranno scherzi da fare? Ovvio che è opera di uno del gruppo, chi altro può ravanare intorno agli strumenti senza destare sospetti? Ma possibile che nessuno dica niente? Se me ne sono accorta io...
Farnedi è lontano quindi non posso contattarlo, provo a chiedere alla Piraccini se secondo lei è il caso di avvisare il Moro che gli han riempito la chitarra e, quando lei mi risponde di no, non ci vuole molto a dedurre che la bravata è opera di quel chitarrista di Gasperoni e che lei da brava moglie non vuole smascherarlo. L'abilità del Moro è resa ancora più evidente dal fatto che, seppur ignaro del colpo gobbo realizzato ai suoi danni , il nostro riesce comunque a suonare la chitarra imbottita senza fare una piega.
A fine concerto mi avvicino a Gasperoni e gli ripeto la domanda già fatta a sua moglie, nel chiaro tentativo di smascherarlo, ma lui si limita a spalancare gli occhi e farsi una risata, un sangue freddo che mi fa pensare che non sia la prima volta che gioca tiri del genere.

Verso metà concerto la natura chiama e mi tocca andare in bagno; noto con sorpresa (nei bagni di certi locali devi entrare col coltello tra i denti e il napalm) che il bagno è estremamente pulito e pure fenestrato. L'unico problema è che la citata  finestra è spalancata e, come ho già accennato in passato, io in certe occasioni ho bisogno di privacy (vedi E un giorno ti svegli e sei il Gatto con gli Stivali). Provo a chiuderla ma la maledetta ha uno di quei vecchi chiavistelli che ovviamente fa una gran fatica a scorrere per cui devo fare parecchio forza ma alla fine con uno scatto secco si chiude. Una volta espletate le prevedibili formalità, tento di riaprire la finestra ed è solo una volta trionfato che mi cade l'occhio sulla mano e noto che sanguina. Curioso. Mi sono graffiata la mano e pare anche parecchio perché il rosso è in aumento. Che fare? Non essendo solita portare cerotti in tasca mi tocca fare con quello che c'è: afferro una salvietta di quelle grigie per asciugarsi le mani e me la avvolgo intorno al dito. Problema risolto. Torno al mio posto facendo finta di niente ma il mio dito, avvolto in quel lenzuolo grigio, pare uno di quei wurstel tedeschi un po' bianchini che ogni tanto trovi alla Coop quando c'è il mese Oktoberfest. Per fortuna stasera indosso una maglia grigia, quindi riesco a mantenere comunque una certa coerenza stilistica.

Una volta concluso il concerto i presenti poco a poco si dileguano mentre noi chiacchieriamo; nel mezzo del vociare si sentono chiaramente la Clodia e Tommasoni dichiarare:"Noi andiamo!" ed è a partire da quel momento che ha inizio una mezz'ora degna delle migliori farse, trenta allegri minuti in cui a turno ciascuno di noi pronuncerà la medesima frase senza però arrivare mai a varcare la soglia; a un certo punto eravamo finalmente tutti pronti a uscire ma contandoci abbiamo scoperto che mancava  Tommasoni (quello che, da forestiero inglese, si lamenta sempre che voi italiani dite:"Io vado!" e poi non vi schiodate per almeno due ore!)
Una rapida perlustrazione della sala ci ha permesso di individuarlo in vivace conversazione e senza un pensiero al mondo. Ovvio che la cosa avrà degli strascichi e per molto tempo a venire; non dico che sarà inciso sulla sua lapide.ma...quasi.
Bilancio complessivo della serata:
Italia-Regno Unito 1 - 1.



P.SQuesto articolo è stato scritto per la rubrica L'Angolo dell'Estrema Riluttanza su Stonehand Ex Press

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