domenica 24 marzo 2019

Quei momenti da incorniciare

Stamattina devo andare in centro e fuori c'è il sole, sarà meglio prendere lo scooter per evitare il problema parcheggio. Pronta per uscire cerco le chiavi ma non le trovo, penso che probabilmente saranno rimaste in garage, non è la prima volta che le lascio infilate nel bauletto dello scooter.
Quando apro il garage lo scooter è lì che mi aspetta, con le chiavi infilate ma non nel bauletto, nell’ACCENSIONE. Ovviamente il mezzo non si accende, batteria RIP.
Smadonnando con vigore, salgo in macchina e passo dall’officina moto che fortunatamente è a due passi da casa. Spiego al meccanico il problema, aggiungendo che il garage è sotterraneo e quindi non ho modo di portare lo scooter fin lì.
Il meccanico nella sua ingenuità di professionista pronuncia la seguente frase: Perché non mi porti semplicemente la batteria? Poi vede la mia espressione  e capisce che per me la parola semplicemente non si collega al concetto di portargli la batteria; a quel punto si rassegna e si fa lasciare il cellulare, promettendomi che cercherà di fare un salto da me prima di sera.

Fortunatamente devo studiare per un convegno di chirurgia plastica che ho a breve, quindi aspettare in casa la sua chiamata non è un problema.
O meglio, non lo sarebbe, se questa benedetta chiamata arrivasse, invece scruto inutilmente per ore il deserto dei Tartari che c'è fuori dalla mia finestra. Ore 20, meccanico non pervenuto. Sospiro e metto un promemoria nel telefono, tornerò all'attacco domani mattina.
Nel corso della serata però il pensiero ritorna a quella frase Perché non mi porti semplicemente la batteria? Già, perché non gliela porto? La prima ragione è che non so neanche dove stia la batteria in quello scooter, poi però mi ricordo che il meccanico ha detto che probabilmente si trova sotto il poggiapiedi, potrei anche provare a toglierla da sola, in fondo mica mi chiedono di fondere l'atomo!
L'indomani mattina faccio una ricerca su internet e trovo il tutorial di un tipo amerregano che cambia la batteria a uno scooter della stessa marca del mio. Ok, non sembra poi così difficile.
Ora, non è che sia proprio un’urgenza, siamo in marzo è il clima è fresco, però io preferisco togliermi il dente subito quindi, armata di cacciaviti a stella, spaccati, lunghi e corti, scendo in garage.
Una volta arrivata esamino lo scooter e il poggiapiedi dove il mio collega d’oltreoceano aveva trovato la sua batteria; c’è effettivamente uno sportellino e la sottoscritta si butta con entusiasmo nell’operazione di svitamento viti di fissaggio batteria (i nomi tecnici me li invento, sia chiaro).
Peccato che dietro lo sportellino non ci sia la batteria ma un altra roba non meglio identificata, mi sembra di stare osservando l’intestino di qualcuno. Richiudo tutto in preda allo sconforto, poi però mi sovviene che lo scooter è accompagnato da un simpatico manuale d’uso, gelosamente conservato nel vano sotto la sella. Vuoi che nel manuale non ci sia scritto dove trovare la batteria?
Con una rapida occhiata scopro che la gigina è sul lato destro dello scooter, mi sposto e ricomincio l’operazione di svitaggio; smonto il coperchio protettivo e dopo qualche incertezza libero tutte le viti tranne una. Sì perché evidentemente al costruttore non piace essere prevedibile, quindi l'ultima vite te la posiziona verticale, proprio sotto la sella dove il cacciavite non arriva.
Servirebbe una chiave inglese, peccato che tutte le chiavi, inglesi e non, siano rimaste nella cassetta degli attrezzi, nel mio appartamento tre piani più sopra. Chiudo il garage smadonnando e sto per prendere l'ascensore, quand'ecco che un'illuminazione mi coglie: in cantina a pochi passi dal garage c'è la vecchia cassetta degli attrezzi dello zio Giovanni il quale, avendo le manine d'oro, faceva un sacco di lavoretti da solo, vuoi che non avesse delle chiavi inglesi?
E infatti una volta aperta la cassetta, in mezzo a un casino inimmaginabile, trovo parecchie chiavi inglesi di varie misure e, usando il robo tondo che c'è su un lato, riesco a svitare anche l'ultima vite.

La batteria è libera! Yes, we can!

Estraggo con qualche difficoltà l'aggeggio e torno dal meccanico. 
Quando arrivo in officina il nostro uomo sta parlando con un cliente ma appena si libera si affretta a dirmi:”Non mi sono dimenticato, è solo che ho avuto...”
La gioia mi impedisce di farlo finire, lo interrompo e con un sorriso da orecchio a orecchio rispondo: “Tranquillo, ti ho portato la batteria”

Ci sono momenti che una vorrebbe incorniciare.

Il giorno dopo torno a prendere la batteria che ha passato la notte in officina a ricaricarsi. 
Il meccanico, sant'uomo, non mi fa pagare nulla per la ricarica, assicurandosi così una cliente da qui all'eternità.
Scendo in garage e dopo qualche altra madonna, la batteria è montata, trattengo il fiato e giro la chiave. 
Lo scooter parte.
Anche se il mondo finisse adesso, io morirei contenta.

2 commenti:

  1. Complimentoni! (non è ironico). Per noi Vuomini sarebbe un'operazione banale, ma capisco le difficoltà per chi non è abituato a simili lavursèn :-) Next step: cambio candela e cambio olio!

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  2. Come sempre una volta finito ti guardi indietro e ti chiedi: tutto qui? Basta solo iniziare :D

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