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giovedì 24 dicembre 2015

In mutande la password conta

Il titolo del servizio recita così:

MODERNO SEXY 
"La nuova seduzione gioca con slip e reggiseno di pizzo e seta indossati sotto maglie morbide e avvolgenti. 
Il risultato è uno stile raffinato e d'avanguardia, che esalta la femminilità"

PAROLE D'ORDINE: SEXY, RAFFINATEZZA, FEMMINILITA', AVANGUARDIA


Poi giri qualche pagina e ti trovi faccia a faccia con questa poveretta (che chiameremo Nina) e il suo tutone da 7 chili in 7 giorni, completo di polsini alle caviglie.
Da notare l'espressione della giovine, tipica di chi non riesce a capacitarsi che l'abbiano conciata a quel modo e tristemente consapevole del fatto che sull'intera vicenda non calerà un velo pietoso anzi, trattandosi di un servizio fotografico, la sua foto così inzampata sarà vista da uno stramilione di persone, incluse sua mamma (per cui sarà ovviamente colpa sua se è conciata così) e la vicina di casa con cui la Nina se la tira da mesi, dall'alto del suo fare la modella.

PAROLA D'ORDINE: una a scelta tra FEMMINILITA' e SEXY





Si potrebbe pensare a un incidente isolato (causa improvviso quanto inspiegabile calo di diottrie) del fotografo/stylist/parrucchiere/eccetera, se non fosse che non è l'unico, basta dare un'occhiata alla foto qui sotto.

Siamo sempre nel solito bosco umido (vedi muschio ovunque, la vita della modella non è tutta gioia e gaudio); qui alla povera Nina hanno messo un paio di hot pants e un reggipetto con maglino di pizzo. Le gambe, nude, terminano in grossi calzini e scarpe taccate. Sulle spalle un ulteriore maglino (sarà per la cervicale?)
Pregasi notare che la previdente Nina evita con cura di appoggiarsi ad alcunché, consapevole (forse grazie a un passato da scout?) che bastano pochi minuti seduta in mutande su un tronco del genere per rischiare di trovarsi formiche ovunque.


PAROLA D'ORDINE: RAFFINATEZZA




Tutte le altre foto del servizio ritraggono la nostra Nina con una diversa combinazione del trio base: mutande + reggipetto + maglia.

PAROLA D'ORDINE: AVANGUARDIA



P.S. Buon Natale e buone mutande a tutti!

martedì 8 luglio 2014

L'intimo romanticismo del pollo alla griglia

La protagonista indiscussa della nostra storia è Jessica, una donna moderna che sa cosa vuole ed è disposta a fare quanto necessario per ottenerlo. Qualche giorno fa ha accettato l'invito del lui di turno per un fine settimana romantico in campagna; sono mesi che pastura quest'uomo e, avendo finalmente ricevuto l'ambito invito, ha deciso di sparare in una sola volta tutte le sue cartucce, che tradotto significa chilometri di biancheria intima, pizzi e merletti.
All'ora X Jessica si fa trovare nel luogo concordato con un look che manda un messaggio inequivocabile: body di pizzo nero con una tornatura di schiena scoperta, pantaloni da sera e tacchi infiniti e spillosissimi.
Naturale che resti un po' spiazzata quando lui, Mirko, arriva alla guida di un enorme camper e, senza neppure scendere e salutarla, le fa segno di montare su. Presa in contropiede la nostra Jessica preferisce un prudente silenzio mentre i neuroni corrono nel disperato tentativo di adattarsi alla nuova situazione. In fondo il camper può essere romantico, magari si fermeranno in cima a un monte e berranno un aperitivo ghiacciato di fronte al tramonto, prima di ballare un lento mentre sorge la luna e poi fare l'amore sotto le stelle.
Una volta riacceso l'entusiasmo, la nostra eroina inizia a guardarsi intorno, proprio mentre arrivano a destinazione: una campagna sperduta e romanticissima.
Mirko la invita a mettersi comoda mentre lui prepara tutto il necessario per la serata. Che cavaliere! - pensa Jessica e si sposta sul retro del camper dove giace il baule con l'artiglieria. Non è il caso di essere subito troppo esplicita - riflette - meglio qualcosa di rilassato ma sexy. Quando scende dal camper un'ora dopo (le è toccato anche rifarsi la piastra, con tutta l'umidità che c'è...) la situazione le risulta totalmente incomprensibile: lui se ne sta vicino a un mucchio di legna e pare stia giocando a Shangai mentre,  proprio davanti al camper, troneggia un asse da stiro con sopra un lenzuolo con gli angoli.
"Potresti dargli una stirata mentre io preparo la legna per accendere il fuoco?" le chiede distrattamente, senza dare neppure un'occhiata al vestitino, alle zip aperte, niente. Lei vorrebbe prendere il ferro da stiro e frantumargli quel cranio vuoto ma riesce a dominarsi e la sua unica reazione è sottolineare seccamente che i lenzuoli con gli angoli non si stirano e poi chiedere di bere qualcosa.
Lui la informa che in frigo c'è da bere e poi torna ai suoi legnetti mentre lei risale furibonda sul camper. In frigo c'è in effetti della birra, di marca sconosciuta ma almeno è fredda al punto giusto; afferra un bicchiere (ce ne sono solo due) e si versa da bere.
Sentendosi soffocare (la cintura troppo stretta non la fa respirare bene) decide di mettersi qualcosa di più comodo e, dopo aver preparato il letto, ci si stende languidamente e sorseggia la sua birra in attesa che il cerebroleso smetta di giocare col fuoco e decida di giocare con lei.
La porta socchiusa si apre leggermente e la speranza si accende, ma a saltare sul letto non è il nostro lui, bensì un cagnolino bianco, probabilmente proveniente da qualche casa nei dintorni; mentre gioca con l'inaspettato Trudino, facendo attenzione che non le rovini i pizzi o la rete delle calze, ecco entrare Mirko con un'espressione a dir poco abbattuta. Le confessa che non è riuscito ad accendere il fuoco quindi dovranno usare la carbonella; lo dice con un tono sconfitto, come se stesse ammettendo una vergognosa debolezza, non la guarda neppure negli occhi e quindi non può accorgersi del cambio di mise, delle calze a rete, del pizzo e del relativo messaggio.
Jessica dal canto suo, avendo visto la carbonella due volte nella sua vita, non mostra particolare interesse per la notizia, limitandosi a indagare su cosa c'è per cena. "Pollo alla griglia" le risponde l'aspirante Prometeo, poi si apre una birra e torna fuori, deciso a trionfare sul nemico barbecue.
La osserviamo mentre si lascia cadere sul letto e il tonfo rispecchia fedelmente la caduta in picchiata del suo umore, questo l'unica cosa che vuol fare è giocare a MacGyver!
Tira fuori dal baule uno specchio e si osserva, mentre la mente valuta la possibilità di piantare il mollusco e tornare a casa, arenandosi contro lo scoglio dell'assenza di trasporto alternativo. Ed eccolo lì, il pizzo strappato che lo specchio mostra impietoso, sarà stato quello stramaledetto botolo bianco, adesso le tocca cambiare il body e ovviamente anche tutto il resto...
Mentre la nostra eroina effettua un rapido cambio d'abito, accessori compresi, fuori l'impareggiabile Mirko, novello Mac, ha appena spruzzato dell'alcol sulla carbonella accesa, nel maldestro tentativo di avere fiamme più vivaci ma con l'unico risultato di darsi fuoco alla maglietta.
Quando lo vede aprire la porta del camper a torso nudo, Jessica per un momento s'illumina, magari è la volta buona! Invece lo sente chiederle di portare fuori il pollo; sospira rassegnata e apre il frigo. Dentro non si sono cosce, alette o roba simile, bensì un pollo intero che lo sa il cielo come si possa cuocere su un barbecue.
Questa volta la soddisfazione di far roteare il pollo e lanciarlo verso la schiena dell'invornito se la toglie, ovvio che dopo la situazione si fa un po' tesa ma riesce comunque a risolvere tutto fingendo che il volatile le sia sfuggito di mano. A quel punto lui, abbattuto, conclude che l'unica soluzione sarà andare a mangiare in paese e Jessica che non aspettava altro, corre in camper a cambiarsi, ha un vestitino strepitoso che lo farà capitolare!
Sta ancora sistemando i vari ganci dell'intimo quando lui socchiude la porta e le annuncia raggiante che non c'è bisogno di fare tutta la strada fino al ristorante perché in dispensa ha trovato delle provviste che non ricordava di avere, è tutto risolto!
Ovvio che a questo punto la fiducia nelle dichiarazioni del cefalopode è ormai precipitata a livelli da Fossa delle Marianne ma la povera figliola non sa resistere alla tentazione di uscire dal camper vestita della sola biancheria intima per scoprire cosa ha in mente questa volta  il suo cavaliere.
E purtroppo lo scopre: würstel di maiale.
Non serve aggiungere molto altro, dopo averlo coperto di contumelie, risale sul camper e infila nel baule tutto l'intimo sparso per il mezzo, determinata ad andarsene quanto prima. L'assenza di un mezzo di trasporto a sua disposizione è un ostacolo non trascurabile ma la nostra Jessica è come tutte le eroine degne di questo nome: è proprio quando il gioco si fa duro che inizia a giocare.
Fruga in fondo al baule e ne estrae una mise che già da sola è una garanzia di successo, un passaggio da qualcuno non le mancherà di certo.
Ed è così che la la vediamo allontanarsi verso il destino, in una mano il mazzo di rose che LEI aveva portato quando ancora si illudeva di poter spargere petali di rosa sul loro letto come fanno sempre a Beautiful, nell'altra il sacchetto dei croissant che avrebbero consumato a colazione e sulle spalle il giubbotto di pelle per darsi un'aria da dura e prepararsi ad affrontare i mille pericoli della strada.

È stata una dura giornata e non è ancora finita ma, qualunque altra prova le riserverà il destino, sa che saprà affrontarla con coraggio, mantenendo sempre e comunque dritta la riga delle calze.


venerdì 11 aprile 2014

Salume nell'intimo

E torniamo a parlare di mutande.
Non so perché questa tematica ricorra nei miei post (vedi Qualche problema nella sfera dell'intimo?), forse è solo che le pubblicità in questo settore risultano particolarmente inspiegabili, boh.
La foto in questione l'ho trovata su Grazia e, come le sue sorelle in passato, mi ha lasciato parecchio perplessa; posso capire l'idea di strizzare l'occhio alla consolidata tradizione del bondage ma non sembra anche a voi che sta donna abbia un complesso sistema di tiranti sulle chiappe?
A nessuno dei pubblicitari è venuto in mente che la pubblicità non restituisce un'idea positivissima del tono muscolare del fondoschiena della signora?
Ovviamente, trattandosi di una che di mestiere fa la modella, diamo per scontato che sul suo popò ci si possano ammaccare i pinoli, però tutto il lavoro lo fa l'immaginario della modella-tipo, non certo quella mutanda.
E pensiamo per un momento all'effetto che quei simpatici tiranti farebbero su chi la modella non fa e quindi non può vantare un didietro che sfida la forza di gravità, non c'è il rischio di somigliare fortemente a un salame con il suo bel cordino intorno?
Poi cosa fai se per caso te la togli (perché magari hai trovato da fare del buono) e ti ritrovi col sedere pieno di righe come quando in estate in costume ti sedevi su quelle sedie fatte di fili di plastica intrecciati?
Meditate gente, meditate.

martedì 26 febbraio 2013

Il mantra aiuta ma non snellisce

Nella vita ci sono momenti in cui è importante riuscire a non reagire alle provocazioni, anche a quelle più pesanti. Per far questo si può adottare una semplice strategia: quando ti trovi di fronte a un'assurdità madornale e ti verrebbe da dirne di ogni,  fai un bel respiro e ripetiti come un mantra Calma e serenità, come faceva George Costanza (a lato in un indimenticabile ritratto) in una celebre puntata di Seinfeld.
Però, c'è un però.
Ci sono situazioni in cui il mantra poco può, in cui il tuo animo ribolle e si ribella; il caso a cui mi riferisco è direttamente collegato a una meravigliosa pubblicità di intimo maschile Yamamay che ha come testimonial l'atleta Massimiliano Rosolino.
Quando me la sono trovata davanti un paio di mesi fa su una delle solite riviste da colazione, confesso di aver vacillato: come prima cosa mi sono immaginata il pubblicitario che si chiede "Dove possiamo posizionare il nome del marchio?" e decide di metterlo proprio sul pacco del testimonial, testimonial sulla cui notorietà evidentemente non fanno molto affidamento, visto che hanno sentito il bisogno di specificare il suo nome in alto a destra. Ora, io non sarò un genio del marketing ma, se devi scrivere il nome del testimonial, forse è meglio prenderne un altro...che poi la faccia di Rosolino la conosciamo tutti, è quasi un insulto vedere che ti scrivono come si chiama.
Quando poi ho letto il messaggio della pubblicità mi è caduta tra le mani questa perla: trattasi di intimo snellente il cui rivoluzionario tessuto, cito testualmente,
grazie all'impiego della fibra microincapsulata di Nurel, ricca di principi attivi quali caffeina, retinolo, acidi grassi e vitamina E ... snellisce la silhouette.
Evidentemente chi ha creato questo rivoluzionario tessuto non si lava perché, anche nella fantascientifica ipotesi che il tessuto agisca come un bendaggio estetico (si vede che ho insegnato inglese al corso per estetiste), trasferendo le straordinerie proprietà delle sostanze di cui sopra alla pelle, ecco che col lavaggio dette straordinerie proprietà finiscono giù per lo scarico.

Se proprio siete decisi a tentare questa strada, a mio avviso l'unica soluzione è non lavare mai il tessuto, quindi indossare queste mutande e canottiera per giorni e giorni senza mai lavarle.
Che dire: magari alla fine sarete anche snellissimi, però l'unico che vi si avvicinerà sarà il camion della nettezza urbana in quanto rifiuti umidi.


martedì 8 maggio 2012

Qualche problema nella sfera dell'intimo?

Questo post sarà brevissimo, un pensiero fugace che scompare nella notte.

Come già  molti di voi sanno, la mattina la mia colazione è spesso allietata dalla lettura di una rivista frivola; alcune me le passa mia mamma, altre me le procuro io. Lo faccio fondamentalmente per due motivi: 1) la mattina appena sveglia non ho voglia di leggere di disgrazie, oscurità e pessimismo e 2) le riviste in questione sono una fonte inesauribile di buonumore e, soprattutto, post.
Recentemente mi sono imbattuta in una pubblicità di intimo (leggi reggiseni e mutande, lo dico per quelli che ancora chiamano le cose col loro nome) che mi ha dato da parecchio pensare. Allego la foto in questione per maggiore chiarezza.
Ecco, io di fronte a questo tipo di pubblicità mi faccio sempre un sacco di domande, in questo caso quella più pressante è: perchè sta donna in mutande ha i tacchi? Mi spiego: questo non è GQ o Max, dove piazzano immagini di donne per attizzare il lettore medio e quindi non si preoccupano che la foto sia reale, possibile, ma solo che causi una tempesta ormonale nel citato lettore, questa è una rivista femminile, che suppongo si rivolga a un pubblico di donne, quindi ci sta la modella bellissima che ovviamente starebbe bene anche col mutandone ascellare della nonna, però mi chiedo: quante donne girano abitualmente per casa in mutande e tacchi alti? O forse sono io che, essendo un po' baluba, ignoro l'esistenza di questo mondo parallelo pieno di donne intimate e taccate.
Ho chiesto anche un parere a Rico, per avere il punto di vista maschile, e lui ipotizza che la signora in questione sentisse freddo ai piedi. Boh, fatto sta che a me il tacco in questa fotografia sa un sacco di film porno. Magari il pubblicitario l'aveva previsto, chissà.

Però almeno apprezzo il fatto che nella foto in questione la modella non sia costretta in una di quelle pose assurde, con un braccio di qua una gamba di là, che invece di guardare le mutande stai lì a chiederti come diavolo sia girata sta povera donna e, soprattutto, perché.
Prendiamo ad esempio la foto qui a fianco che ha tutte le caratteristiche incriminate; girando su internet ne ho trovate a pacchi ma non voglio eccedere che dopo rischio di attirare schiere di lettori guardoni che non sono proprio il mio target.
Apprezziamo anche il fatto che la modella non indossi tacchi cavalcando la fiera statua, però resta il dubbio di quella collana abbinata al costume da bagno che il leone pare fissare con incredulità (non è il solo).

In quest'altro caso invece lo sfondo della foto ricorda la sala da pranzo di una casa di lusso o di un albergo; la giovine è seduta su un tavolo, coi tacchi d'ordinanza, circondata da, boh, petali bianchi? Dietro c'è un candelabro a tre bracci, elemento fondamentale per chiunque sia seduto sopra un tavolo in mutande coi tacchi.
In basso a destra troneggia un secchiello del ghiaccio (pare più un paiolo, in realtà) con l'inevitabile bottiglia e davanti tre bicchieri, segno evidente che la signora aspetta compagnia numerosa.
Cos'altro dire? Speriamo che a scendere dal tavolo non righi il legno coi tacchi, altrimenti chi lo sente poi il maggiordomo?