martedì 14 luglio 2015

Oltremare con Estrema Riluttanza n.2

Continuo il diario londinese da un affollato Caffè Costa dove mi sono rifugiata mentre i boccia mettono a ferro e fuoco Oxford Street, se continuano così gli lasceranno giusto le porte.
Qualche prima impressione sulle escursioni: l'adolescente medio, se non ti chiede almeno quattrocento volte dove stiamo andando, quante fermate ci sono ancora e quanto manca per arrivare, sente che la sua giornata non è stata poi utilizzata in modo così proficuo, dal suo punto di vista non ti ha rotto abbastanza le balle.
Non pongo limiti alla creatività di questi pigri virgulti ma per ora la Palma d'Oro sembra già assegnata: stiamo tornando a casa dopo una lunga giornata a Londra, dieci ore costellate di domande e lamentele, sempre le stesse (Ma dobbiamo camminare ancora?? Ma quando mangiamo? Ma adesso dove andiamo? E quando arriviamo?) Quando finalmente l'autobus si avvicina alla nostra fermata e vedo la luce in fondo al tunnel. Mi volto verso la truppa e dico a tutti di prepararsi a scendere. Uno di questi baldi giovani mi guarda e mi fa:"ma dobbiamo proprio scendere?"
Sarà dura non buttarli nel Tamigi.



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