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domenica 13 maggio 2018

Hulk Hogan aiutami tu!

Ho ritrovato degli appunti, presi qualche tempo fa dopo una giornata di interpretazione tutto sommato normale ma, comunque, costellata di memorabili dettagli. 
Quindi, questo è quanto vi offro: pochi, memorabili dettagli.
Enjoy.


Mi sono appena seduta di fianco al relatore per cui dovrò tradurre in inglese per le prossime due ore; purtroppo, gli schienali delle sedie sono uniti in un unico blocco quindi, come su un tappeto elastico, ogni volta che quel marcantonio si lascia cadere contro lo schienale, è come se mi dessero un calcio volante nella schiena. Hulk Hogan, aiutami tu.

Onde non lavorare digiuna, prima di arrivare alla sede del convegno mi sono fermata in un bar e ho ordinato un panino che si è rivelato fecciosissimo: per fare un panino salame e formaggio hanno usato un panino dolce. Perché? Cosa gli ho fatto?
Oltretutto, al mio ingresso in sala, ho scoperto che c'era un pranzo a buffet gratuito.

Faccio subito un salto alla toilette, quando ancora non c'è fila ma scopro che l'accesso al bagno non è proprio facilissimo: qualche genio ha fatto passare un cavo elettrico in mezzo alla porta che, oltretutto, è una di quelle porte da saloon senza maniglie, porte sadiche che già di per sé sono complicate da aprire (vedi foto). 
Vista la situazione, le opzioni sono due, puoi scegliere se:
a) inciampare e romperti una caviglia o 
b) morire fulminato (Viva la 626).
Eventualmente, entrambe le cose.

Uscita incolume dal bagno, raggiungo il relatore sul palco dove i tecnici hanno deciso di impegnarsi a fondo e ci hanno puntato in faccia un migliaio di fari, neanche dovessimo fare un intervento a cuore aperto.
Alla mia destra trovasi il relatore, alla mia sinistra c'è un tizio pelato, il quale, per vedere meglio l'oratore di turno, decide di darmi le spalle e sposta la testa, arrivando con la suddetta a 20 cm dal mio naso, per poi iniziare a grattarsi ferocemente la pelata. 
Distolgo subito lo sguardo ma è troppo tardi, l'immagine della pioggia di forfora che cade sul quella giacca scura resta stampata a fuoco sulla mia retina, nevica in aprile.

Dato il freddo improvviso dei giorni scorsi, stamattina ho deciso di indossare una maglia di lana ma ovviamente in questa sala fa un caldo torrido, qualcuno deve aver acceso il riscaldamento a pieno regime.
Decido di togliere il cardigan ma sfortuna vuole che questa mattina abbia scelto di mettermi una camicia sinteticissima, quindi ogni volta che tento di sfilare la maglia si sente un crepitio preoccupante (Sempre Viva la 626). 

Quindi, per riassumere: oggi, per portare a casa la pelle e lo stipendio, ho dovuto fare fronte a: panini insensati, trabocchetti con cavi elettrici degni di Mai dire Banzai, nevicate di pelle morta, calci volanti e rischio autocombustione.

MacGyver fatti da parte, è arrivata la professionista.






lunedì 15 ottobre 2012

Pennuto e pregiudizio

Son momenti difficili quando ti trovi faccia a faccia con i tuoi pregiudizi, quelli di cui proprio non ti eri accorta e che invece adesso se ne stanno lì davanti a te e fanno la ruota come i pavoni.
In questo caso specifico la verità mi ha colpito violentemente qualche settimana fa nella sala di attesa del dottore dove attendevo appunto il mio turno; onde distrarmi dalle solari conversazioni che generalmente nascono in questi luoghi ameni e che spesso ricordano la lista delle controindicazioni dei peggiori farmaci (exitus prima o poi viene fuori), ho preso una rivista dalla pila d'ordinanza sul tavolino d'angolo. Purtroppo non c'era Cronaca Vera, un capolavoro che generalmente garantisce smodate quantità di buonumore, rigorosamente in bianco e nero, però ho trovato un Men's Health e mossa da non so quale impulso ho scelto proprio quello.
Parliamo adesso del pregiudizio in questione: io di solito le riviste per uomini (quelle tipo Men's Health, GQ ecc) non le prendo neanche in considerazione perché solo a leggere la copertina la noia mi attanaglia.
Mettetevi un po' nei miei panni: io e il calcio abitiamo universi paralleli che mai s'incontrano, per me le automobili sono degne di nota solo in quanto mezzi che ti portano dal punto A al punto B e, ciliegina sulla torta, i gadget tecnologici mi danno sonnolenza.
Quella mattina invece, per un motivo che per ora mi sfugge, ho deviato dal mio solito percorso e, come a volte accade in queste situazioni, ho scoperto un tesoro.
Dopo le solite inevitabili duemila pagine di pubblicità, ho raggiunto una pagina contrassegnata in alto dalla scritta SALUTE. Il titolo del pezzo era Sterilizza la tua cucina e ho iniziato a leggerlo aspettandomi una lista di consigli su come pulire la cucina; in effetti di consigli ce n'erano, peccato che fossero su come neutralizzare l'invasione di batteri quando ti cimenti con una ricetta di pollo. Evidentemente l'autore riteneva che il lettore medio di MH potesse essere avvicinato al concetto di preparazione del cibo solo presentando il compito in una veste più maschia e virile, e ha optato per l'opzione epica lotta contro un terribile nemico: salmonella e company. Un po' CSI un po' La Cosa di Carpenter.
Nell'articolo leggiamo infatti che si sconsiglia di pulire il pennuto nel lavello in quanto lavare lì la carcassa può contaminare il lavandino; inoltre, si raccomanda di insaponare a lungo le mani come fanno gli anatomopatologi e usare cautela nell'utilizzo del termometro da carne, onde evitare di contaminare la scena.
Purtroppo è passato parecchio tempo da questo mio tête-à-tête con MH, per cui l'unico supporto per la mia ormai traballante memoria è la foto che astutamente decisi di scattare quel giorno a imperitura memoria del fatto e, sfortunatamente, la parte a destra dell'immagine è tagliata per cui non posso affermare con assoluta certezza che nel riquadro in giallo ci fosse proprio scritto Vittima - IL POLLO, però il sospetto è forte.

Proseguendo la lettura di questo piccolo capolavoro sono arrivata a un'altra illuminante rubrica: la ragazza della porta accanto. Tra le lettere inviate dai lettori spicca quella di Franco da Cremona che chiede se sia vero che più è piccolo il bikini, più lei si scatena a letto.
Non so bene cosa augurarmi: se che Franco da Cremona sia un giornalista di MH che affronta in modo creativo la penuria di corrispondenza da parte dei lettori, oppure che, in caso così non fosse, un bravo professionista (magari lettore della rivista) sia accorso in aiuto del buon Franco.

Concludo con un trafiletto a fondo pagina in cui si informavano i signori uomini che, secondo un sondaggio, il 30% delle donne ritiene poco sexy in un uomo parlare al cellulare con quella specie di accrocco di plastica infilato nell'orecchio. Resta la curiosità di sapere cosa abbia risposto il restante 70%:
a) lo trovo molto sexy
b) esticazzi.

Alla fine della fiera ho dovuto affrontare la dura realtà: le riviste femminili possono forse vantare ancora la prima posizione in fatto di quantitativo di stupidaggini per numero pubblicato, però sconsiglierei alle campionesse in carica di riposare sugli allori. Nuovi agguerriti contendenti si profilano all'orizzonte pronti a scalzare la regina dal suo trono.
Un nuovo meraviglioso passo avanti verso la parità tra i sessi.